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CODEX – La mostra, l’arte e la creatività ai tempi dell’IA

“CODEX – l’eco del wireless diventa pensiero digitale”, la mostra progetto della Fondazione Guglielmo Marconi e del Comitato Nazionale Marconi, inaugurata il 2 febbraio, è già luogo di riflessione per un pubblico trasversale, dai cultori della storia della scienza agli appassionati di arte contemporanea.

Opportunità e sfide tra sicurezza e creatività

La platea è stata proiettata nel cuore del tema con la conferenza “Da Marconi all’AI: opportunità e sfide tra sicurezza e creatività”. Ad accendere i motori del dibattito, il keynote speech di Neil Lawrence, tra i massimi esperti mondiali di deep learning. Lawrence ha offerto una prospettiva avanzata e talvolta spiazzante sulle trasformazioni in atto, tracciando un ponte ideale tra l’invenzione che ha unito il mondo e le reti neurali che oggi lo interpretano: Marconi ha compresso lo spazio, l’AI comprime il tempo della comprensione. La sfida è garantirci che questa comprensione sia allineata con i valori umani”.

A raccogliere il testimone di Lawrence sul versante della sicurezza e della geopolitica della conoscenza, Mario Caligiuri, Presidente della Società Italiana Intelligence. Il suo intervento, dal titolo “L’arte nell’intelligence”, ha ribaltato i luoghi comuni: “L’intelligence è prima di tutto conoscenza, creatività nel collegare punti distanti, intuizione. In questo, è sorella dell’arte. In un’epoca in cui l’AI rischia di omologare il pensiero, l’intelligence umana – intesa come capacità di giudizio, contesto e etica – resta l’ultimo baluardo per riaffermare la centralità dell’uomo”. Un binomio, quello tra Lawrence e Caligiuri, che ha perfettamente inquadrato la duplice natura della tecnologia: strumento di progresso illimitato e dominio da governare con sapienza.

I lavori sono stati aperti dai saluti istituzionali della Presidente della Fondazione Marconi, Giulia Fortunato, che ha sottolineato la missione della Fondazione: “Collegare l’eredità storica del nostro patrono alle domande del presente. Con CODEX non celebriamo solo il passato, ma piantiamo un seme per il futuro, chiedendoci come la tecnologia possa servire una nuova umanistica digitale”. A seguire, il Sottosegretario di Stato alla Cultura, Lucia Borgonzoni, ha portato il saluto del Governo, evidenziando come “la sfida della transizione digitale si vince solo se sapremo integrarla con una profonda riflessione creativa ed etica. Questa mostra, è un esempio virtuoso di come le istituzioni culturali possano farsi avamposto di tale riflessione”. Erano presenti inoltre il Sindaco di Sasso Marconi, Roberto Parmeggiani, la Soprintendente Francesca Tomba e la Direttrice dello spazio espositivo, Denise Tamborrino.

Dalla teoria alla pratica: il gemello digitale e la cyber-creatività

Il passaggio dagli interventi teorici alle applicazioni concrete è stato immediato. Gerardo Volpone e Nicoletta Melillo di Microsoft hanno presentato il progetto del gemello digitale della Basilica di San Pietro, un esempio tangibile di come l’AI possa diventare alleata nella tutela, monitoraggio e valorizzazione del patrimonio culturale, rendendolo accessibile in modo innovativo.

Giovanni Emanuele Corazza dell’Università di Bologna ha introdotto il pubblico al concetto di “cyber-creatività”: una collaborazione sinergica tra uomo e macchina dove l’algoritmo amplifica le possibilità creative senza sostituire l’unicità della mente umana. “Il digitale non è il contrario del pensiero, ne è l’estensione. La vera creatività del futuro nascerà dall’ibridazione”, ha affermato.

Le voci della cyber-creatività: in mostra le opere degli artisti

Ed è proprio in questa ibridazione che si muovono le tre voci artistiche protagoniste di CODEX. Le loro opere, già visibili nelle sale, sono la risposta plastica alle domande sollevate dal convegno.

Ad accogliere i visitatori, l’imponente video installazione “LUCE” di Quayola. L’artista, con la sua ricerca tra gesto umano e processo algoritmico, incarna perfettamente la cyber-creatività, esplorando nuovi codici espressivi nati dalla simbiosi con la macchina.

In dialogo serrato con i temi della rappresentazione e dell’identità, Donatella Nicolini presenta un lavoro che intreccia fotografia e intelligenza artificiale in una lirica dedicata al femminile e alla maternità. La sua opera interroga il potere degli algoritmi nel definire (o censurare) i corpi e le storie.

Completa il percorso la proposta dei Mamà Dots, la cui pittura a olio in stile pop-puntinismo offre una critica poetica e spirituale alla società iper-tecnologica. Le loro tele chiedono, con dolcezza e insistenza, cosa resti dell’umano e del sacro in un mondo sempre più digitalizzato.

Un appuntamento aperto e in corso

CODEX non è un punto d’arrivo, ma un cantiere di idee aperto al pubblico. A Bologna fino al 28 febbraio, nelle sale dell’Ex Chiesa di San Mattia – Via Sant’Isaia 14 un’esperienza immersiva che parte dalla storia per parlare di futuro. Un invito a vedere l’Arte con occhi diversi.

La redazione di ItaloArte

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