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Narcisista!

SERENA_NARDI risvolti introspettivi italo red italo
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"Tutte le persone felici si somigliano tra loro. Ogni persona infelice è infelice a modo suo."
liberamente tratto da ... Anna Karenina, Tolstoj.

Siamo tutti un po’ narcisisti. Ci sentiamo speciali e proprio per questo, necessariamente, ognuno a modo suo. Della serie..”il mondo sarebbe migliore se tutti fossero come me”, “sono forte e nulla mi tocca”,  “sono indispensabile per gli altri”,  “come soffro io nessun altro”,  “nessuno mi capisce”, “nessuno è alla mia altezza”. Ci sono mille diversissimi modi per sentirsi speciali ed è una tentazione comune quella di mettere e mostrare un bel mantello a coprire i demoni che abbiamo dentro e condannarci così all’autoinganno e all’infelicità.  

Se siamo tutti un po’ narcisisti, per logica pura, avremo un’altissima probabilità, se non la certezza, di incontrare i nostri simili nel nostro cammino, ma siccome siamo troppo speciali, non li riconosciamo come nostri simili. 

Certo poi ci sono i narcisisti professionisti, quelli patologici, quelli della triade oscura della personalità. Ma Grande Giove, questi non saranno così tanti da infestare ogni storia d’amore, ogni relazione che va a finire alle ortiche. È statisticamente impossibile. ‘è chi semplicemente è un po’ stronzo, voltagabbana, manipolatore, infingardo, traditore, paraculo. Insomma “le parole sono importanti”…. sai quante sfumature rispetto alle bassezze umane, che ci perdiamo sotto l’uniforme etichetta del ” è una narcisista”.

Che poi un po’ di narcisismo non fa così tanto male, siano abituati a concepirlo come una cosa negativa, ed è diventata  un’offesa che scagliamo volentieri dal piedistallo di chi si sente pienamente nel giusto.. come se questo..non implicasse del narcisismo. Ma..cambiando prospettiva.. un po’ di narcisismo ci dà energia, è una strategia di sopravvivenza, ci consente di tenere preservata la propria autostima, di attivarci, di avere un po’ di amor proprio, di prenderci cura dei nostri bisogni e del nostro corpo. Se guardassimo sempre la realtà nuda e cruda, saremo sconfitti in partenza, dove troveremo l’energia per affrontare i demoni che costudiamo sotto il nostro bel mantello? E d’altra parte poi il mondo è bello perché è vario, diciamo che siamo tutti similmente differenti. Ognuno è portatore di una sua storia e peculiarità e il loro impasto rende  ogni persona unica e in un qualche modo speciale.

Quindi? Il problema è che siamo troppo impegnati a sentirci speciali e in questa concezione, questo è un concetto che separa, che segna una demarcazione tra me, essere superiore, e tutta la marmaglia che ho intorno. Ma se invece considerassi l’essere speciale la condizione di partenza di ciascun individuo, allora il senso della demarcazione crollerebbe. Se mi sento speciale perché sono una creatura dotata di coscienza è un’altra cosa, perché riconoscerei questo potenziale in chiunque. Come dire.. non c’è niente di speciale nell’essere speciale. Allora forse riconosceremo anche le somiglianze al di là delle peculiarità di ciascuno e più facilmente ci sentiremo fratelli.

Alla fine della fiera è in gioco la nostra felicità. Ma possiamo rinunciare al piedistallo ? Agli applausi? A cercare di compiacere e piacere? Al giudizio degli altri? 

Ad attribuire più importanza a chi sta per un momento sotto ai riflettori?

Difficile, molto difficile, perché nel nostro inconscio collettivo occidentale, l’essere solo, sulla cresta dell’onda, con i fan intorno che acclamano è il top del godimento. Ma godimento non è sinonimo di felicità.

Ad una prima occhiata sembra quasi svalutante l’essere felici e assomigliare così ad altre persone felici, molto più bello essere infelici e particolari, speciali, unici . Anna Karenina agli occhi di un lettore è un personaggio infinitamente più stimolante e interessante di Kitty, ma Kitty avrà una vita lunga, piena e felice, Anna morirà, piena di disperazione, solitudine e rabbia, togliendosi la vita, sotto un treno.

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