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UDIENZA

SERENA_NARDI risvolti introspettivi italo red italo
"È mia vecchia abitudine dare udienza, ogni domenica mattina, ai personaggi delle mie future novelle." 
L. Pirandello. 

Tragedia di un personaggio.
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Ecco. Mi è successa una cosa.

Una cosa brutta. Ho preso una decisione importante. E l’ho presa in cinque secondi. Pronti via. Ma un attimo dopo mi sono accorto che c’era un’incrinatura, una sensazione spiacevole, qualcosa non tornava, ma ormai avevo scelto. Poi mi sono accorto di un’altra incrinatura che mi ha prodotto un sottile senso di disagio ma vabbè.. non mi ci sono soffermato troppo, ho altre cose a cui pensare, meglio chiudere alla svelta questa faccenda, e sono andato avanti. 

Poi il giorno dopo mi sono preso una randellata nei denti e allora sì, è stato davvero chiaro. Ho compreso di aver fatto proprio una bella cazzata.

Perché non ho ascoltato le incrinature che ho percepito quando ero ancora in tempo?  Perché non mi sono fermato neanche un momento a pensare? Pensa e ripensa…ecco cosa è successo. Dal più profondo delle mie tenebre si è alzato Lui. 

Il Re. Il senso di colpa. 

Lui mi ha intimato di fare questo. E io l’ho fatto. Punto. Senza pensare a niente e a nessuno, né alle conseguenze di questa scelta. D’altra parte… Io non ci parlo mai con Lui per cui non l’ho riconosciuto. Più volte ha bussato e chiesto udienza ma non era ammissibile nell’armonia e nella bellezza del mio salotto.

E lui si è ritirato, si è messo un mantello nero e si è andato a nascondere nell’ombra, nello scantinato, dove si muove indisturbato perché ai piani alti, tanto, non sanno neanche che Lui esiste. Quindi io che penso di essere padrone a casa mia, artefice del mio destino,  io, un essere eletto dotato del libero arbitrio, mi sono fatto guidare da Lui come fossi un burattino. Come mi sento inadeguato.

Mi sento proprio inadeguato.

E ecco, allora un’altra figura nera emerge dall’ombra e si siede vicino al Re. Senso di colpa e Inadeguatezza mi guardano con aria perplessa. Scruto e intravedo altre forme che si muovono sullo sfondo. Ce ne sono altri. Quanti sono? Chi sono? Ma non li riconosco, non sono pronto a vederli, non sono pronto ad incontrarli.

Posso rientrare ai piani alti dove tutto è Luce e fare finta di niente.Oppure no. Posso abituarmi a dargli voce. A cominciare da questi due loschi individui che mi si sono parati davanti. Posso abituarmi  a prendere appuntamento con loro la domenica mattina e dargli udienza.

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