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FILATO DI SETA DI RAGNO PIÙ RESISTENTE DEL KEVLAR.

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ASPETTANDO SPIDERMAN:

BACHI OGM FILANO SETA DI RAGNO 100% NATURALE E PIÙ RESISTENTE DEL KEVLAR.

No! Non si tratta del titolo di un nuovo lungometraggio dedicato al famoso “amichevole Spiderman di quartiere”, bensì di una nuova, rivoluzionaria e soprattutto “fattibile” scoperta biotecnologica. Il “miracolo” tessile è avvenuto in Cina, presso il College of Biological Science and Medical Engineering della Donghua University.

Resistente una, produttiva l’altra.

La seta di ragno è conosciuta da sempre per la sua incredibile flessibilità e resistenza (sei volte più resistente del Kevlar e una volta e mezza del nylon), ma praticamente impossibile da ottenere in modo controllato e in quantità importanti. A Londra, al Victoria and Albert Museum, è esposto lo scialle in seta di ragno più grande del mondo (circa 4mq): la realizzazione richiese le tele di oltre un milione di ragni. Al contrario, la seta ottenuta dai lepidotteri della specie Bombyx mori (chiamati, appunto, Bachi da Seta), le cui larve vengono allevate con successo in varie zone del globo, nel corso dei millenni (in Cina da oltre 5000 anni e in Europa dal 550 A.C.) ha raggiunto livelli industriali.

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La Genetica che piacerebbe a Peter Parker.

Il team cinese è riuscito a combinare le qualità di entrambe le fibre, utilizzando una tecnica nota come CRISPR-Cas9 (messa a punto nel 2013 dalle ricercatrici Emmanuelle Charpentier e Jennifer Doudna), introducendo quei geni, atti alla codifica per la produzione della proteina della seta di ragno, nel DNA dei bachi da seta e facendo sì che venisse espressa correttamente nelle ghiandole (dette seritteri) che secernono la seta.

Il Ph.D. Junpeng Mi, autore e titolare della ricerca pubblicata il 20 settembre scorso sulla rivista Matter, afferma:

“La seta del ragno rappresenta una risorsa strategica che necessita urgentemente di essere esplorata. Le prestazioni meccaniche eccezionalmente elevate delle fibre prodotte in questo studio rappresentano una promessa significativa in questo campo. Questo tipo di fibra può essere utilizzata come sutura chirurgica, rispondendo a una domanda globale che supera i 300 milioni di procedure all’anno […] le fibre di seta di ragno potrebbero essere utilizzate anche per creare indumenti più confortevoli e tipi innovativi di giubbotti antiproiettile e potrebbero avere applicazioni nell’esercito, nella tecnologia aerospaziale e nell’ingegneria biomedica.”

Produzione Industriale dietro l’angolo?

Come già detto, le conoscenze sui bachi da seta, acquisite in secoli di allevamento intensivo, rendono la fattibilità del suo utilizzo su scala industriale relativamente semplice, anche per la presenza di strutture già adibite a tale scopo in svariate parti del mondo. Da considerare anche i benefici ambientali in alternativa ai tessuti sintetici (come il nylon): prodotti grazie all’esoso (e dannoso) dispendio di combustibili fossili e in parte responsabili della presenza di microplastiche nell’ambiente.

Precedenti.

Dopotutto la Cina non è nuova a ricerche di questo tipo. Uno degli studi più famosi risale infatti all’ottobre del 2016, nella pubblicazione “Feeding Single-Walled Carbon Nanotubes or Graphene to Silkworms for Reinforced Silk Fibers”, su “Nano Letters”, per mano di un team di ricercatori del Dipartimento di Chimica e del Center for Nano and Micro Mechanics dell’Università Tsinghua di Pechino, guidati dal team-leader Yingying Zhang. L’idea d’allora, altrettanto avveniristica, consisteva nell’alimentare le larve di bachi da seta con nanotubi single-walled (Swnt) e grafene. Il “menù” riservato ai lepidotteri consisteva in foglie di gelso irrorate con una soluzione a base d’acqua “arricchita” allo 0,2% con nanotubi di carbonio e grafene. Infine, la seta veniva raccolta in bozzoli, esattamente come nella produzione della seta normale. La fibra così ottenuta aveva proprietà meccaniche eccezionali: resistenza allo stress prima del punto di rottura, rispetto alla seta normale, superiore del 50% e una buona conducibilità elettrica anche se riscaldata oltre i 1000° C. Caratteristiche ideali per la produzione di sensori da incorporare in tessuti intelligenti o nella decodifica di segnali nervosi.

per finire…

Ancora una volta la natura si rivela maestra perfetta e ci sorprende, così come la creatività e il genio della mente umana che, oltre a farci intravedere un futuro migliore, ci suggeriscono che forse, con la volontà necessaria, potremmo ambire e tramutarci da problema a soluzione, ma presto! …tempus fugit.

By O.D.B.

FONTI:

https://phys.org/news/2023-09-spider-silk-spun-silkworms-green.html

https://pubs.acs.org/doi/10.1021/acs.nanolett.6b03597

https://greenreport.it/news/scienze-e-ricerca/bachi-seta-piu-grafene-la-ragnatela-spiderman-made-china/

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