David Byrne, giugno 2026 in Italia

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C’è stato un tempo in cui David Byrne ci insegnava a camminare dritti come funamboli, con un abito grigio troppo grande e una chitarra tenuta come un’antenna verso l’ignoto. Poi è arrivato American Utopia, e quella camminata è diventata una coreografia perfetta, un meccanismo d’orologeria umano che persino Spike Lee ha voluto fissare per sempre sul grande schermo. E adesso? Adesso che il mondo sembra aver perso il ritmo, Byrne decide di tornare in Italia nel 2026 per chiederci, con il suo nuovo progetto Who Is The Sky?, una domanda tanto semplice quanto sconcertante.

D’Alessandro e Galli, che di questi eventi ne capiscono, ce lo portano a Bari, Lucca e Marostica. Tre tappe, tre occasioni per ricordare che dal vivo, Byrne non si limita a fare un concerto: ti smonta il palco, lo rimonta con precisione matematica e ti costringe a guardare la musica con occhi diversi.

Il nuovo album nasce da un “magazzino di idee” accumulato mentre lui, immaginate, si metteva a cucinare o a disegnare. Perché Byrne è così: mentre noi inseguiamo le notifiche, lui costruisce canzoni che sembrano piccole sceneggiature. My Apartment Is My Friend: già il titolo è un manifesto di solitudine metropolitana trasformata in umorismo. Poi ci mette dentro Hayley Williams, St. Vincent, quel Tom Skinner che tiene il tempo con i The Smile, e un vecchio complice come Mauro Refosco a dare la scossa ritmica.

Il risultato? Cinematografico, dicono. Io dico che Byrne continua a fare quello che ha sempre fatto meglio: prendere l’avanguardia e strizzarla fino a farle sputare una melodia pop, senza mai smettere di guardare l’umanità con l’occhio di un antropologo che, però, si fa due risate. Se American Utopia era un abbraccio corale, Who Is The Sky? sembra il passo successivo: la ricerca di una connessione più sottile, quasi filosofica, raccontata con quella sua ironia lucida che ti entra in testa e non ti molla più.

Attenzione, però: quando Byrne sale sul palco, non si va mai per sentito dire. Lui è uno di quelli che ridefinisce le regole mentre suona. E se si mette a chiedersi chi sia il cielo, preparatevi a guardare in alto. Perché con lui, il soffitto del teatro potrebbe trasformarsi in un’altra cosa.

Biglietti – Presale e vendita generale
• Presale riservata agli iscritti alla newsletter D’Alessandro e Galli da giovedì 11 dicembre alle ore 10.00. Iscrizioni su dalessandroegalli.com
• Vendita generale da venerdì 12 dicembre alle ore 10.00 su ticketone.it

by F.C.

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