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Ivan Graziani: “Pigro”, la tracklist e la storia di un disco cult

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Ivan Graziani nasce a Teramo il 6 ottobre 1945. Fin da giovane si appassiona alla musica, iniziando a suonare la chitarra da autodidatta. Negli anni Sessanta, muove i primi passi nel mondo della musica come turnista e fondando diverse band, tra cui i “Celli Vibranti” e gli “Arcobaleno”.

Nel 1970, Graziani entra a far parte della Premiata Forneria Marconi, una delle band progressive più importanti del panorama italiano. Con la PFM, Graziani ottiene un grande successo, contribuendo a definire il sound unico del gruppo con la sua virtuosità chitarristica e la sua vena cantautorale.

Nel 1975, Graziani lascia la PFM per intraprendere la carriera solista. Pubblica il suo primo album, “Ivan Graziani”, nel 1976, a cui seguono altri lavori di grande successo. Nel 1982, a Graziani viene diagnosticato un tumore al pancreas. Nonostante la malattia, il cantautore continua a suonare e a scrivere musica, pubblicando gli album “Cuore di Latta” (1983) e “Terra in Bocca” (1984). Muore a Roma il 19 gennaio 1987, all’età di 41 anni.

L’album “Pigro”:

Nel 1978 nasce “Pigro”, sesto album di Ivan Graziani, pubblicato dalla Numero Uno, rappresenta un punto d’incontro perfetto tra rock, cantautorato e poesia. Un disco che, pur nella sua apparente semplicità, racchiude una profondità di contenuti e una maestria artistica che lo rendono un vero e proprio capolavoro della musica italiana.

La celebre copertina di “Pigro”, raffigurante un maiale con gli occhiali rossi di Ivan Graziani, è opera del grafico Mario Convertino. Graziani stesso raccontò di aver suggerito l’idea a Convertino, ispirandosi a un disegno che aveva visto su un giornale satirico. La scelta del maiale come protagonista della copertina fu un modo ironico per sottolineare il tema della pigrizia, centrale nell’album.

Le otto canzoni che compongono l’album sono un viaggio attraverso storie di vita vissuta, di personaggi comuni alle prese con le loro debolezze e i loro sogni. C’è la title track, un inno alla pigrizia come scelta di vita, “Monna Lisa” con il suo sguardo ironico sulla società, la struggente “Paolina” e l’omaggio al Vate dannunziano in “Gabriele D’Annunzio”.

La forza di “Pigro” risiede nell’equilibrio perfetto tra la musica, sempre ricca di spunti e di virtuosismi chitarristici, e i testi, poetici e profondi, capaci di scavare nell’animo umano con delicatezza e ironia. Graziani, cantautore e chitarrista sopraffino, crea un connubio indissolubile tra la sua voce calda e le sue chitarre, regalandoci brani indimenticabili.

1. Pigro: La title track apre l’album con un ritmo incalzante e un’ironia pungente. Graziani dipinge il ritratto di un “filosofo della pigrizia”, un personaggio che sceglie l’ozio come stile di vita, in contrapposizione con la frenesia del mondo moderno. Il brano è caratterizzato da un riff di chitarra irresistibile e da un testo ricco di spunti di riflessione.

2. Monna Lisa: Un omaggio ironico alla celebre Gioconda di Leonardo da Vinci. Graziani immagina la Gioconda come una donna annoiata e insoddisfatta, stanca di essere ammirata e incompresa. 

3. Fango: Un brano poetico e introspettivo che racconta la storia di un uomo in fuga dal suo passato. Il testo, ricco di metafore, è accompagnato da una melodia struggente e da un arrangiamento minimale.

4. Paolina: Una ballata struggente dedicata a una donna amata e perduta. Graziani canta con grande intensità la sua nostalgia e il suo dolore, accompagnato da una chitarra acustica e da un arrangiamento orchestrale.

5. Scappo di Casa: Un ritratto ironico e dissacrante della famiglia italiana. Graziani racconta le tensioni e le contraddizioni di una famiglia disfunzionale, con un testo ricco di humour nero e un ritmo incalzante.

6. Gabriele D’Annunzio: Un omaggio al poeta dannunziano, reinterpretato in chiave ironica e dissacrante. Graziani dipinge un ritratto di D’Annunzio come un dandy decadente ed egocentrico, accompagnato da una melodia ironica e da un arrangiamento teatrale.

7. Sabbia del Deserto: Una ballata malinconica che racconta la storia di un artista fallito e disilluso. Graziani canta la sua solitudine e la sua amarezza, accompagnato da una chitarra acustica e da un arrangiamento minimale.

8. Ballata per Quattro Stagioni: Un brano strumentale che chiude l’album con un’atmosfera malinconica e riflessiva. La chitarra di Graziani si intreccia con un arrangiamento orchestrale, creando un paesaggio sonoro suggestivo e evocativo.

Oltre all’analisi dei singoli brani, è importante sottolineare l’omogeneità e la coesione che caratterizzano l’album “Pigro”. I temi ricorrenti della pigrizia, dell’alienazione, della solitudine e del disincanto sono esplorati con profondità e sensibilità da Graziani, creando un’opera d’arte che va oltre la semplice somma delle sue singole parti.

“Pigro” è un album complesso e sfaccettato, che spazia dal rock al cantautorato, dalla poesia all’ironia. I brani che lo compongono sono piccoli capolavori di scrittura e di musica, capaci di emozionare e di far riflettere. La voce calda e espressiva di Graziani, unita alla sua virtuosità chitarristica, rendono “Pigro” un album unico e indimenticabile che rappresenta un punto d’incontro perfetto tra rock, cantautorato e poesia. Un disco che ha segnato un’epoca e che continua ad affascinare e ad emozionare le nuove generazioni di musicisti e di ascoltatori.

Non ottenne il successo immediato che meritava. All’epoca della sua pubblicazione, il pubblico italiano non era ancora pronto per un disco così innovativo e complesso. Tuttavia, con il tempo, “Pigro” si è affermato come uno dei dischi più importanti della musica italiana, apprezzato da critica e pubblico per la sua profondità e la sua bellezza. Ha vinto il premio “La Penna d’Oro” come miglior album dell’anno, un album da riscoprire e da amare, capace di emozionare e di far riflettere ancora oggi, a distanza di oltre quarant’anni dalla sua pubblicazione.

“Pigro” rappresenta l’apice creativo di Ivan Graziani, un artista che ha lasciato un’impronta indelebile nella musica italiana. Un disco da avere assolutamente nella propria collezione, per immergersi in un mondo di poesia, rock e pura magia. Ivan Graziani dichiarò: “Pigrizia vuol dire menefreghismo, incomprensione, significa restare vittima dei mezzi di informazione, senza mai approfondire nulla; violenza è anche disinformazione”

Tracce:

Lato A

Monna Lisa – 4:52

Sabbia del deserto – 4:08

Paolina – 4:10

Fango – 5:04

Lato B

Pigro – 2:25

Al festival slow folk di b-milano – 5:01

Gabriele D’Annunzio – 4:27

Scappo di casa – 4:50

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