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Evoluzione della Tecnica Realizzativa dei Manga

Paolo Linetti arte orientale

Ciao Italo, oggi ti racconterò dell’evoluzione della tecnica realizzativa dei manga, i fumetti giapponesi. 

Nel lontano XII secolo, i primi fumetti giapponesi danzavano sulle pagine dei rotoli, un affascinante panorama dove conigli, rane e volpi assumevano comportamenti umani, come attori in una rappresentazione artistica e narrativa. Questi capolavori erano dipinti con maestria su carta washi, un prezioso tessuto di gelso, e i dettagli prendevano vita grazie alla china ottenuta dal carbone di pino. Nella creazione di queste opere, i pennelli, con setole di cinghiale per tratti decisi e peli di procione per morbide sfumature, erano gli strumenti magici che trasformavano la visione in realtà. 

La carta che si impiegava in quest’arte millenaria era la pregiata carta washi, confezionata principalmente utilizzando la corteccia di gelso. Questo materiale conferiva alla superficie una porosità, caratteristica fondamentale che consentiva all’inchiostro di venire assorbito e asciugarsi rapidamente.

Col passare dei secoli arriviamo al periodo Edo, nel 1600, dove la fervida classe borghese concepì l’idea di pitture seriali accessibili a tutti, compresi i cittadini meno facoltosi. La risposta a questa esigenza fu la rivoluzionaria tecnica della xilografia, un tempo relegata ai monasteri buddisti ma ora adottata dalla cultura ukiyo-e per la serializzazione delle opere. L’arte divenne un racconto visivo su matrici in legno di ciliegio, ciascuna dedicata a un colore, generando una policromia sempre più sfaccettata.

Il tramonto del periodo Meiji (1868-1912) segna un cambio di rotta, con lo sviluppo della stampa occidentale. La carta assume una somiglianza con quella occidentale, e la tecnica tipografica si fa strada con una rapidità senza precedenti. La retinatura, con puntini alternati per creare gradazioni di grigio, persiste fino agli anni ’70, quando i retini diventano trasferibili, pellicole applicate e ritagliate sul foglio con precisione attraverso taglierini.

Negli anni ’80, questa forma d’arte evolve ulteriormente, con retini sempre più elaborati, rappresentanti sfondi urbani, cieli stellati e complesse campiture di rose. L’avvento del computer nei primi anni del nuovo millennio introduce una rivoluzione epocale. Migliaia di campionature di retini, facilmente sovrapponibili attraverso software come Photoshop, accelerano il processo creativo, eliminando sprechi e riducendo i tempi di consegna.

L’ultima svolta, emersa negli ultimi cinque anni, è l’intelligenza artificiale. 

Estremamente rivoluzionario è l’arrivo dei programmi di colorazione digitale per la realizzazione dei cartoni animati, che prima erano colorati manualmente con acrilici su acetati. 

Ultima grande rivoluzione è il progresso dell’intelligenza artificiale. Questi programmi, analizzando una grande quantità di disegni apprendono le caratteristiche distintive dei vari autori e sono in grado di replicarle. 

Questo rappresenta una nuova frontiera nell’arte visiva, poiché gli autori di storie possono ora creare fumetti senza necessariamente coinvolgere un fumettista, segnando un punto cruciale, dando unicamente delle indicazioni testuali. 

Siamo vivendo la più grande rivoluzione grafica.

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