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Una moltitudine di volontarie cavie umane verso l’ignoto

Roosteram italo red italo

La tecnologia odierna ci spinge in un territorio così coinvolgente ed innovativo da sembrare uscito da un romanzo di fantascienza distopico. “Sono le cose che amiamo di più a distruggerci”, è il monito che risuona nelle parole del presidente Snow in Hunger Games.

E in effetti, dovremmo fare attenzione a non innamorarci troppo della tecnologia, ma piuttosto ammirarla con un occhio critico, consapevoli dei suoi potenziali benefici e rischi.

“[ …] mangia libri di cibernetica, insalate di matematica e a giocar su Marte va… ma chi è, ma chi è?”

È lui, sempre lui, Il piccolo Elon che con la sua determinazione ha materializzato i sogni di un bambino che guardava “ATLAS UFO ROBOT”. Una sintesi delle sue straordinarie imprese è disponibile in un articolo precedentemente pubblicato (anales), ma oggi ci concentriamo su una specifica ed audace impresa: la Neuralink. Fondata nel 2016 e con sede a Fremont, già nel nome rispecchia il connubio tra “neurale” e “link” e la sua missione: connessione uomo – macchina. Il cuore pulsante di Neuralink è un minuscolo chip, un meraviglioso gioiello della tecnologia, che può essere impiantato nel cervello in modo sicuro e non invasivo. Questi chip, capaci di rilevare l’attività neurale e trasmetterla a un computer, sono chiamati BCI (Brain-Computer Interface), e rappresentano un balzo nel futuro che consente alle persone con disabilità di controllare computer e dispositivi mobili direttamente con i pensieri. Questa è oggi una realtà tangibile, ma le possibilità sono infinite, e un domani potremmo vedere l’uso di queste BCI anche da parte di individui senza disabilità per potenziare le loro capacità in modi che oggi ci sfuggono.

Sperimentazione animale

Neuralink ha condotto ben 155 complessi interventi chirurgici di impianto mediante l’impiego di un sofisticato robot su vari animali, tra cui maiali, pecore e scimmie. Questo ha portato l’azienda al centro di ripetute accuse di crudeltà verso gli animali. Sebbene la perdita di animali durante lo sviluppo di dispositivi medici non sia un evento eccezionale, testimonianze di ex dipendenti affermano che la pressione per accelerare il processo di sviluppo di Neuralink potrebbe aver portato a un numero eccessivo di decessi tra gli animali coinvolti.

Con ambizioni ardite, l’azienda pianifica un futuro in cui realizzerà centinaia di interventi chirurgici, aprendo la porta a nuove possibilità per l’umanità. Nel maggio 2023, Neuralink ha ottenuto l’approvazione della Food and Drug Administration, nonostante le preoccupazioni sulla sicurezza sollevate da alcuni scienziati per la sperimentazioneumana, aprendo così la strada a un capitolo avvincente nella storia della tecnologia.

Sperimentazione umana

Sotto la guida di Elon Musk e del suo team di scienziati e ingegneri provenienti da tutto il mondo, la mente umana e la tecnologia si fondono, e Neuralink rappresenta una realtà che ci fa sia riflettere che sognare, mentre ci spingiamo verso l’ignoto. L’azienda prevededi eseguire 11 interventi chirurgici nel 2024, 27 nel 2025 e 79 nel 2026. Nel 2027, Neuralink già punta a eseguire 499 interventi chirurgici e 22.204 entro il 2030. Bloomberg stima che il costo di un intervento chirurgico per impiantare una BCI si aggiri sui 10.500 dollari, coprendo esami, parti e manodopera, con costi assicurativi di 40.000 dollari per intervento. L’intervento prevede l’utilizzo di un robot per il posizionamento fili dell’impianto,aprendo la strada alla cura delle lesioni del midollo spinale.

Secondo Ashlee Vance, biografo di Elon Musk e autore dell’articolo pubblicato su Bloomberg il 7 novembre 2023, Musk punterebbe a superare la concorrenza di altre start-up operanti nel settore delle interfacce cervello-computer, come Synchron e Onward, che hanno già iniziato la sperimentazione su soggetti umani. Ma cosa rende la tecnologia Neuralink migliore? Gli oltre 1.000 elettrodi dedicati alla raccolta dei dati cerebrali, una cifra notevolmente superiore rispetto ai circa 16 dei dispositivi concorrenti. Shivon Zilis, a capo dei progetti di Neuralink, fa un ironico paragone con gli esperimenti condotti presso le aziende Tesla e SpaceX, dove la sperimentazione spesso ha comportato la perdita di alcune auto o la distruzione di razzi, e afferma: ‘Quando si tratta di cervelli, non possiamo permetterci errori come quelli, non è un’opzione che possiamo considerare’.

Neuralink, oggi, non rappresenta solo il nome di un’azienda di Musk, ma un concettonuovo, un neologismo che ridefinisce la nostra percezione della realtà come una sinfonia che fonde il pensiero umano con il potere della tecnologia, anche se il risultato finale rimane ancora avvolto nell’incertezza.

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